“È impiegato e ‘woke'”: Guy Fieri caccia Tom Hanks dal suo ristorante

In una scena che potrebbe essere descritta solo come tratta da uno sketch comico surreale,

Guy Fieri, il maestro dai capelli a punta di Flavortown, avrebbe espulso nientemeno che l’amato attore americano, Tom Hanks, da uno dei suoi ristoranti.

Il motivo? Fieri ha etichettato Hanks come “impiegato e ‘woke”.

Immagina la scena: Tom Hanks, l’icona di Hollywood sempre affascinante nota per i suoi ruoli di uomo comune in crisi, entra in un locale di Guy Fieri, forse cercando nulla più di un pasto classico americano.

Nel frattempo, Fieri, lo chef chiassoso e più grande della vita e personalità televisiva,

famoso per il suo amore per i sapori sopra le righe, è dietro al bancone, indossando i suoi caratteristici capelli biondo candeggiati e occhiali da sole.

Mentre Hanks si accomoda, probabilmente guardando avanti a un piatto abbondante dei suoi celebri Nachos Trash Can, le cose prendono una piega assurda.

Fieri, riconoscendo Hanks, si avvicina al tavolo e, in un momento che sfida tutte le norme di ospitalità e ragione, dichiara Hanks “impiegato e ‘woke'” e non adatto alle sacre sale di Flavortown.

L’accusa di Fieri, “impiegato e ‘woke'”, sembra un ossimoro di proporzioni epiche, specialmente quando rivolta a Tom Hanks, che da tempo è l’epitome del signor Brav’uomo di Hollywood.

Come ha guadagnato Hanks questo strano titolo nel regno di Flavortown?

È stato per la sua interpretazione di personaggi moralmente integri, o forse per il suo comportamento fuori dallo schermo che irradia solo gentilezza e umiltà?

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